Focus_Belarus Free Theatre

una voce di dissenso
che lotta per la
democrazia e per l’Arte

Il Belarus Free Theatre è stato fondato a Minsk nel 2005 per volere del drammaturgo e giornalista Nikolai Khalezin e della drammaturga Natalia Kolyada che da allora lo dirigono e ai quali si è aggiunto successivamente il regista Vladimir Shcherban.

Negli anni la Compagnia è stata invitata nei maggiori festival dove ha espresso con forza il suo progetto di resistenza alla violenza del potere in Bielorussia. L’impegno sociale e politico del loro fare teatro, è accompagnato da una straordinaria capacità tecnica ed artistica e da una forte poesia che ha emozionato il pubblico di tutto il mondo. Contro-informazione, politica messa in scena, teatro-giornale sono infatti alcuni degli ingredienti che connotano l’attività della compagnia: una voce di dissenso, fuori dal coro, una voce che lotta per la democrazia e per l’arte, che combatte tra mille difficoltà e rischi.

La compagnia, condannata da anni in Bielorussia ad agire in condizioni di clandestinità (è l’unica istituzione culturale al mondo ad aver ricevuto il Premio dei Diritti dell’Uomo della Repubblica Francese) alla fine del 2010 è stata costretta ad affrontare condizioni di lavoro ancora più dure. Infatti in seguito ai disordini scoppiati in tutto il paese per i presunti brogli elettorali dopo la rielezione del dittatore Aliaksandr Lucashenko alcuni di loro sono stati costretti alla fuga e  vivono da rifugiati in Gran Bretagna; nonostante questo l’attività della Compagnia continua in Bielorussia con training e spettacoli diretti via skype da Londra dal regista Vladimir Shcherban e pur tra mille difficoltà economiche Continuano anche le loro tournée in tutto il mondo.

Ma l’impegno più sentito dalla Compagnia è la campagna Free Belarus Now per l’abolizione della pena di morte e per la liberazione dei prigionieri politici in Bilelorussia condotta anche attraverso numerosi incontri con i più alti livelli politici dell’Unione Europea e a Washington  con Hillary Clinton.

I componenti del gruppo rimasti in Bielorussia vivono tuttora controllati dalla polizia, schedati, senza una sede fissa per il loro lavoro; prove e spettacoli si tengono, in totale clandestinità, in appartamenti privati o in campagna, dove il pubblico viene convocato attraverso un passaparola clandestino.

L’attività del Belarus ha ricevuto il sostegno di importanti personalità del teatro e della vita pubblica internazionale come Vaclav Havel, Mick Jagger, Ariane Mnouchkine, Mark Ravenhill, Jude Law, Kevin Spacey.  Di loro Tom Stoppard ha detto:Rispetto al mio teatro, quello che ho visto è molto più vicino al teatro vero, alle sue origini, al suo obiettivo e Harold Pinter: “Belarus Free Theatre ci riconsegna l’essenza del teatro”. Nonostante le difficoltà, il gruppo  è riuscito in pochi anni a far conoscere il proprio lavoro in tutto il mondo: Australia, Irlanda, Olanda, Grecia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Svezia, Finlandia, Belgio, Francia, Polonia, Russia, Lituania, Lettonia.

La compagnia ha debuttato all’estero per la prima volta nel 2005, sul palcoscenico delNuovo Teatro diRiga diretto da Alvis Hermanis. Ha presentato per la prima volta in Italia il suo lavoro nel 2009 al Festival VIE Scena Contemporanea di Modena.

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