Estratti Rassegna Stampa_Belarus

 

 

“Ci riconducono all’essenza del teatro”.
Harold Pinter

 

Il lavoro del Free Theatre è di altissimo livello”.
Mark Ravenhill

 

“Sono fiero della mia amicizia con questa gente e appoggio tutti quei Bielorussi che apprezzano la libertà”.
Tom Stoppard

 

“Possiedono quella tenacia, coerenza, sincerità e creatività che sono necessarie nel teatro contemporaneo”.
Boris Gerrets

 

La compagnia… diffonde intorno a sé luce e informazione”.
Michael Billington

 

“Mai come nel lavoro del Belarus Free Theatre la politica viene fuori con più urgenza. Bandita nel proprio paese, dove tutto il teatro ufficiale è dello Stato, la compagnia prova e recita gli spettacoli in segreto, le sue produzioni sono delle vere sfide culturali”.
Sam Marlowe, The Times

 

“Sono stupito dal livello di professionalità mostrato dal Belarus Free Theatre. Esso riguarda sia il lavoro del regista – dettagliato e preciso – sia l’ inventiva e la bravura degli attori”.
Christian Benedetti

 

“Questo fanno: parlano con sincerità, con un linguaggio universale”.
Benedict Nightingale, The Times

 

“Sarei felice di vedere i miei lavori messi in scena come quelli che ho visto a Minsk. Ma i miei lavori non vengono messi in scena in quel modo. Quello che ho visto a Minsk è molto più vicino al teatro della verità, alle sue origini, al suo vero obiettivo”.
Tom Stoppard,  Izvestiya

 

“Attori di grande spessore e professionalità, stanchi della censura del governo, recitano clandestinamente nei bar, in strada e anche negli appartamenti. Il teatro come tutto in Biellorussia, è filtrato dal regime di Alexander Lukashenko, l’autoritario Presidente”.
Alex Rodriguez,  Chicago Tribune

 

“La  padronanza fisica e vocale permette agli attori di esibirsi con disinvoltura e urgenza, un insieme di teatro fisico e di parola che abbina proiezioni video e fotografie di grande bellezza accompagnati da una musica prorompente. Il loro giovane regista Vladimir Scherban, è un talento straordinario”.
Mark Ravenhill, The Guardian

 

 

“Quattro attori raccontano storie vere della loro infanzia sembrano inventate, ma loro le hanno vissute veramente. Recitare un ruolo scritto bene è una cosa, ma non è facile trasmettere il dolore della perdita, non dal punto di vista di un adulto, ma di un bambino. Non tutti sono capaci di raccontare a degli estranei cose che non racconterebbero mai ai loro migliori amici e neanche ai loro genitori”.
Dasha Slabchenko, Generation.by

 

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