BRACCIANTI

MERCOLEDì 10 NOVEMBRE ore 21.00
Tetro del Lido

dai festival: Santarcangelo dei Teatri, Volterrateatro

 

Armamaxa
in collaborazione con Provincia di Bologna, Provincia di Foggia e Tracce di Teatro d’Autore

 

BRACCIANTI
la memoria che resta
liberamente ispirato a
La memoria che resta. Vissuto quotidiano, mito e storia dei braccianti del basso Tavoliere
a cura di Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero
di e con Enrico Messina, Micaela Sapienza
disegno luci Francesco Collinelli
progetto e coordinamento Enrico Messina, Federico Toni

 

Qual è il senso di raccontare la memoria oggi? Se è vero che “noi siamo ciò che ricordiamo e ciò che dimentichiamo” allora il lavoro della terra, le memorie, la quotidianità dei braccianti sono una presenza costante, tracce e segni di un passato ansioso di futuro.
“Braccianti” viaggia nel passato, nella fatica di quando si lavorava “da sole a sole”, e giunge ad aprire squarci odierni, su quei nuovi braccianti “a colori”, venuti dalla miseria di altre parti del mondo. Nello spazio vuoto del palcoscenico poche sedie e, sul fondo, un grande velo bianco dove sono proiettate immagini che prendono vita dai gesti degli interpreti: volti, mani, stalle, strade, campi, vigne, povere stanze dove il ritratto di Giuseppe Di Vittorio, l’uomo che fece della lotta contadina il proprio credo, affianca una grande icona di Cristo.
E la terra, quella terra che inghiotte e prosciuga le forze, torna nei racconti e nelle parole dei testimoni di allora: un paesaggio umano dal quale emergono gli attori, che da narratori si trasformano in dettagli, in elementi che evocano l’emozione di un mondo e aprono la porta della riflessione su quello che siamo, sul passato che ci portiamo dentro.
Così, dalla scena, la voce dei braccianti di cinquant’anni fa ci parla oggi come fosse cronaca.

 

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