LE VIE DEI FESTIVAL 1994 – I EDIZIONE

Anche per Roma passa una via “tendenziosa” ai Festival. Abbiamo infatti ritenuto che questo potesse essere un modo per inserire nuovamente la città nei percorsi culturali estivi con particolare riferimento a quegli appuntamenti e a quelle produzioni in grado di rappresentare nuove tendenze o l’emergere di un fenomeno.
Interessava far giungere a Roma proposte che probabilmente non avrebbero avuto spazio nelle consuete, per quanto varie e ricche, programmazioni invernali e interessava anche verificare queste stesse proposte con un pubblico certo meno “specializzato” di quello estivo. Sicuramente si colma così un vuoto di informazione, ma si offre anche un’occasione in più di confronto agli artisti.
Abbiamo trovato una felice intesa sugli obiettivi e sul metodo con il Comune di Modena con il quale abbiamo promosso il catalogo-guida ai Festival estivi ’94 e coordinato la rassegna di spettacoli: un esempio importante di collaborazione fra Enti Locali che speriamo di ripetere anche in futuro.
Credo che l’esperimento di quest’anno debba essere guardato con grande attenzione, perché potrebbe essere l’inizio di un nuovo modo di rapportarsi alle produzioni estive di qualità e un’ipotesi da tener presente anche rispetto all’avvio delle tradizionali stagioni invernali.
L’augurio che il pubblico romano si affolli con curiosità lungo questa nostra “via dei Festival”.

Gianni Borgna

Le vie dei Festival si erano congedate temporaneamente dal pubblico lasciando un oggetto da consultare: la guida dei festival europei di cinema, teatro, danza e musica per l’estate ’94 pubblicata dal quotidiano Il Manifesto il 16 giugno scorso. Una traccia che speriamo non sia rimasta tale e che sia diventata per molti un percorso tra i più interessanti eventi della stagione. Ma l’appuntamento vero è stato rimandato ai primi mesi autunnali, durante i quali a Roma e a Modena si apriranno le porte dei teatri per una selezione degli spettacoli più interessanti. I Festival sono terminati, ci siamo ormai lasciati alle spalle tutti gli echi della stampa specializzata, ma non il ricordo per colori che hanno potuto seguirli direttamente. Il progetto iniziale de Le vie dei Festival, ideato da Cadmo e Drama Teatri, con il patrocinio dei Comuni di Roma e Modena era quello di sfuggire alla lontananza, alla logica talvolta impietosa del “non si ripete”, di raccogliere spettacoli, eventi, concerti per riproporli a distanza ravvicinata a coloro che non hanno potuto assistervi questa estate. Le rassegne sono due e completamente autonome perché due erano i gruppi di osservatori, ma sopratutto, perché i pubblici delle due città sono differenti e nutrono aspettative diverse. Lo spirito è comunque il medesimo: dare la possibilità sia al pubblico, sia alla critica di assistere alle nuove produzioni e quindi di individuare i fenomeni emergenti e le tendenze più significative della stagione teatrale successiva.

La composizione del programma romano è ispirata da due criteri: il primo quello di individuare, dalle proposte dei festival, lavori o formazioni che siano il segno di nuove tendenze espressive o di talenti che non hanno ancora ‘conquistato’ la piazza romana; il secondo quello di cercare di individuare spettacoli attorno ai quali sia possibile ricreare quell’attenzione e quella aspettativa di una fascia di pubblico più attenta.

L’arco dei Festival ‘visitati’ è piuttosto ampio e va dal Festival di Avignone ad Asti, da Taormina a Polverigi, a Volterra, Santarcangelo, Parma: festival molto diversi tra loro per caratteristiche, scelte artistiche e budget.

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