L’INATTESO

venerdì 31 ottobre ore 21.00
Teatro Vascello

Associazione Liberty – Bologna/Reon Future Dimore

L’INATTESO

di Fabrice Melquiot
ideato e interpretato da Anna Amadori
musica in scena Guido Sodo – chitarra, voce, live electronics
disegno e cura dello spazio Eva Geatti
luci Micaela Piccinini
cura del suono Giuseppe Lo Bue
allestimento tecnico Micaela PiccininiGiovanni Brunetto
grafica Alberto Sarti
cura Elena Di Gioia

Traduzione a cura degli studenti del
Dipartimento di interpretazione e traduzione / Università di Bologna
in collaborazione con Face à Face – Parole di Francia per Scene d’Italia

L’inatteso è un viaggio nella memoria di una donna che ha perso il suo uomo e tesse una fitta tela di ricordi.
Costruito come un “lungo addio” in versi, L’inatteso ha l’andamento di un melodramma: Liane parla al suo uomo scomparso, inghiottito da un fiume, in una guerra indefinita. Le sue parole sono azione, corpo a corpo con la mancanza, ribellione alla scomparsa di un amore, resa alla forza del mondo e del tempo. La sua storia affiora in un gioco della memoria dove il viaggio è scandito da bottiglie colorate, lampade magiche dei ricordi.
La musica, che spazia da quella antica a quella popolare del sud Italia, eseguita in scena da Guido Sodo, è la forma che contiene Liane, è la sua Eco, il controcanto alle parole, la sua seconda voce, quasi un altro personaggio complementare che ne esprime i ricordi.
Il “luogo” de L’inatteso è la soglia che divide il presente e il passato nella sospensione della memoria, una scena fatta di oggetti concreti e visionari, un regno di carta dove la donna è regina in un dramma barocco contemporaneo; la sua voce profonda si immerge in sonorità che, come riverberi delle parole, amplificano le emozioni che decidono degli stati d’animo della protagonista.
In questa atmosfera, a tratti rarefatta e visionaria, a tratti irruenta e appassionata, viene celebrato l’addio all’amore perduto di Liane. Un addio che infine si colora di bianco, come il vestito indossato dalla Amadori, che percorre i labirinti della memoria, lasciandosi alle spalle le stanze dell’assenza e che seppellisce la sofferenza riuscendo ad indicare una nuova direzione possibile: tornare in sé e improvvisamente scoprirsi diversa, finalmente più forte e senza paura.

Scrittura di grande suggestione, spazio del possibile e del sogno, grammatiche poetiche per il teatro di uno tra gli autori più interessanti della scena teatrale europea, quella di Melquiot è un’opera che merita di essere conosciuta.

 http://focusmelquiot.wordpress.com

 

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