POLITECNICO

Le vie dei Festival 2017

Cinema Greenwich
lunedì 16 ottobre ore 21.00

 

IL POLITECNICO
una storia romana degli anni ‘70

con le testimonianze di Amedeo Fago, Paolo Mazzocchi
Sergio Bianconcini, Gianni Giovagnoni, Massimo Coen
Giovanna de Sanctis, Valentino Anselmi, Mario Prosperi
Giancarlo Sammartano Eugenio Monti
Giancarlo Guastini, 
Bruno Restuccia
Giovanni Spagnoletti, Alberto Abruzzese

Roberto Silestri, Matteo Fago
Patrick Sommier, Lia Morandini

riprese Carlo Tomassi, Alessandro Santamaria Ferraro
Francesca Fago, Eugenio Monti
montaggio Alessandro Santamaria Ferraro
coordinamento Carlo Tomassi, Massimo Casavola
sceneggiatura e regia Amedeo Fago

produzione FAMOSA s.a.s.
in collaborazione con
Dipartimento di Architettura e Progetto
dell’Università di Roma “La Sapienza”

durata 72’

 

Nel dicembre del 1972 Amedeo Fago si imbatté casualmente, in un complesso di locali, infilati in un cortile del quartiere Flaminio, sui quali c’era il cartello “Affittasi”. C’erano dentro, ancora in attività, una fabbrica di reti e letti e una falegnameria. Colpito dal luogo, vi vide la possibilità di realizzare un antico sogno: quello di creare uno spazio di lavoro e di ricerca dove fosse possibile superare i “limiti” degli specifici disciplinari e professionali nella tensione verso un’unità culturale ed espressiva tutta da scoprire.
Da questa suggestione visionaria, nacque “Il Politecnico”, uno dei centri romani più importanti per avanguardia artistica e crescita socio culturale. Quella del Politecnico fu una delle numerose iniziative che fiorirono a Roma in quegli anni, un periodo di straordinaria creatività paragonabile a quella di New York e Parigi. Quel momento magico in cui spontaneamente, in scantinati e strutture abbandonate, nascevano teatri, cineclub, radio private e studi di artisti è ormai caduto nell’oblio.
La volontà di ricordarle non nasce certo dalla nostalgia, ma dalla convinzione che la conoscenza di esperienze creative del passato sia essenziale all’innovazione autentica che guarda al futuro.
In quelle esperienze è possibile infatti ravvisare le caratteristiche di una vera e propria avanguardia culturale che poneva, con decenni di anticipo, problematiche urbanistiche, quali l’utilizzo delle aree dismesse, la sostenibilità ambientale, il decentramento culturale, che sono oggi al centro del dibattito sullo sviluppo urbano. È un capitolo della storia della nostra città e del nostro Paese che può dare un importante contributo alla soluzione di alcuni dei problemi legati alla crescita della città contemporanea.
Il documentario Il Politecnico, una storia romana degli anni ‘70 racconta i percorsi e le storie che hanno condotto alla creazione di quel centro culturale attraverso le testimonianze dei protagonisti dell’epoca che si intrecciano con materiali d’archivio e di repertorio.

Laureato in architettura presso l’Università di Roma, Amedeo Fago ha compiuto le prime esperienze di spettacolo già negli anni del liceo e nei primi anni di università. Verso la fine degli Anni Sessanta inizia la sua attività professionale come architetto scenografo collaborando, nel corso degli anni, ad oltre 50 film con importanti registi tra cui Elio Petri, Marco Bellocchio, Lina Wertmuller, Carlo Lizzani, Pierre Kast, Emidio Greco, Fabio Carpi e molti altri. Nel 1973 è ideatore e fondatore a Roma del centro culturale polivalente Il Politecnico, che presiede e dirige fino al 1993.
Nel 1978 inizia l’attività di drammaturgo con Auto-ritratt-azione e, a breve distanza, Risotto, spettacolo che ha riscosso uno straordinario successo internazionale essendo rappresentato, nell’arco di oltre trent’anni, in Francia, Olanda, Spagna, Germania, Brasile e Russia. A Risotto fanno seguito Segreteria telefonica, Io, patria, famiglia, Polaroid e Pouilles. Le ceneri di Taranto (Le vie dei festival 2015). Nel 1985 esordisce nella regia cinematografica con La donna del traghetto che viene selezionato per la 39^ edizione del Festival di Cannes. Realizza successivamente Tra due risvegli (1992) e Giochi di equilibrio (1997). Dal 2004 al 2014 dirige, con Morando Morandini, il LauraFilmFestival di Levanto.

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